Previdenza
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Con la stagione delle riforme, iniziata a fine dicembre del 1992, si è verificato non solo un ridimensionamento della copertura pensionistica pubblica, ma un ridisegno complessivo di tutta la struttura del sistema previdenziale italiano. Questa ristrutturazione ha causato il passaggio ad un sistema previdenziale misto articolato su più livelli. Per quanto riguarda i lavoratori con notevole anzianità contributiva vige ancora il calcolo della pensione legata alla retribuzione (sistema retributivo), mentre per i giovani viene prefigurato un regime previdenziale nel quale il calcolo della pensione è legato alla vita lavorativa e alla contribuzione accreditata (metodo contributivo). Perché una previdenza complementare Con i provvedimenti legislativi della riforma il trattamento pensionistico obbligatorio pubblico subirà ingenti cali di rendimento e nasce da qui l'esigenza di una previdenza complementare che assicuri livelli di copertura previdenziale più elevati. |
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Avere o non avere una pensione complementare risulterà discriminante nel determinare il livello del reddito dopo il pensionamento. |
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La previdenza complementare nella quale i lavoratori si costituiscono volontariamente è quindi una previdenza aggiuntiva a quella obbligatoria che si effettua tramite i fondi pensione e che viene istituita con la contrattazione collettiva (tra organizzazioni sindacali e datoriali). Si basa sul sistema finanziario a capitalizzazione, dove per ogni iscritto ai fondi pensione viene aperta una posizione individuale e i contributi versati vengono accumulati (ossia capitalizzati) mediante un determinato tasso di rendimento. Annualmente i fondi predispongono per ciascun iscritto un rendiconto sull'andamento del fondo e sulla singola posizione. E' possibile anche una contribuzione aggiuntiva volontaria che varia dal tipo di Fondo. Per quanto riguarda il settore dell'edilizia e degli impianti fissi Filca/Cisl, Feneal/Uil, Fillea/Cgil e le Organizzazioni Datoriali di settore hanno costituito tre Fondi ad ambito definito: |
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1) |
Fondo Arco | |
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Fondo Concreto | |
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3) |
Prevedi | |
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Vantaggi fiscali per il lavoratore deducibilità del contributo ai Fondi attraverso la riduzione dell'IRPEF. Il limite annuo di deducibilità è pari al 12% del reddito complessivo con il limite di 5.164 Euro. Vantaggi fiscali per l'impresa la contribuzione dell'1% (Concreto e Prevedi) e dell'1,1% (Arco) a suo carico è gravata del solo contributo di solidarietà del 10% ed è un costo fiscalmente detraibile. Vantaggi fiscali per il TFR non viene tassato per tutto il periodo di permanenza nel Fondo. Prestazioni Il lavoratore iscritto al Fondo, giunto al pensionamento, può: |
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scegliere una PENSIONE (reversibile a richiesta) a valere sull'intero ammontare |
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oppure: |
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usare la formula PENSIONE+CAPITALE (quest'ultimo non può superare il 50% del montante accumulato). |
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Qualora l'importo annuo della rendita vitalizia risulti inferiore a quello dell'assegno sociale (4.666 Euro per il 2003) può essere ritirato l'intero capitale (Prevedi). |
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Altre prestazioni possibili |
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Riscatto |
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In caso di morte spetta a: |
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Anticipazioni |
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- acquisto abitazioni (anche per figli) |
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In caso di cessazione del rapporto senza aver maturato il diritto alla pensione complementare è consentito: |
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Trasferimento di quanto maturato a: |
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- un fondo di categoria - Riscatto di quanto maturato |
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A tutela degli iscritti è prevista una serie di controlli da parte di organismi sia interni che esterni: |
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- Collegio dei revisori contabili |
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In poche parole aderire ai Fondi conviene sia ai giovani sia a chi ha già molti anni di contributi perché: |
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- si ottiene il contributo aziendale - sicurezza economica per il futuro (con alcuni euro al mese si ottiene una pensione aggiuntiva o un capitale extra quando si giunge al pensionamento) - non si pagano le tasse sui contributi - si ha un trattamento fiscale più favorevole anche sulle rendite - si cumula risparmio per il futuro |
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PREVIDENZA


Come sta cambiando la previdenza



