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Congresso Provinciale Febbraio 2009 - pag. 6

 

Alla luce di questi fatti, avremmo voluto sapere dal Governo come stavano veramente le cose sin dal principio, ed invece è stato il Presidente della Repubblica a farsi carico dell’operazione-verità nei confronti dei cittadini con il suo messaggio augurale di fine anno e non solo, segnalando la gravità della crisi, la drammaticità delle prospettive di crescita della ricchezza e dell’occupazione, l’esigenza di stare vicino agli ultimi, alle famiglie monoreddito, ai cassaintegrati, ai giovani precari.

In questo modo il Presidente Napolitano ha dimostrato che le questioni, anche le più insidiose, vanno affrontate per quelle che sono parlandone ai cittadini con lealtà e trasparenza a differenza di chi, al contrario, fa finta di niente o tende a nasconderle.

Il Capo dello Stato ha anche invitato a “unire le forze in un comune destino”.

Tale invito vale ancor di più qui a Catania e nella sua provincia dove le drammatiche condizioni discendenti dalla crisi attuale, unitamente a quelle causate da circa un quindicennio di crescenti e non più tollerabili disuguaglianze sociali e crisi occupazionali, hanno impoverito la gente ed il suo territorio.

Questo terribile aspetto lo tocchiamo con mano ogni giorno nello svolgimento delle nostre attività di operatori sindacali, avendo a che fare con tantissime persone che vivono l’angoscia dell’incertezza economica, dell’insufficienza del salario, dell’erosione del reddito, della precarietà del lavoro.

Tale fatto interpella le coscienze di tutti gli schieramenti politici, le nostre di attori sociali, e chiama in causa soprattutto chi ricopre incarichi di governo nella nostra realtà territoriale.

E’ da essa che deve partire un nuovo sviluppo con il concorso delle Istituzioni, delle forze politiche, dell’Associazione degli Industriali assieme alle altre dei diversi settori, alle parti sociali.

Bisogna fare ripartire i cantieri, occorre avviare nuove e necessarie infrastrutture senza le quali si allontanano possibili investitori e si ostacolano eventuali nuovi insediamenti industriali.

Se da un lato, quindi, ci vogliono maggiori risorse per il rilancio dell’economia generale e di settore, dall’altro bisogna operare speditamente per uno snellimento delle procedure che spesso rallentano o addirittura bloccano i progetti.

Un caso su tutti: il raddoppio ferroviario Messina-Catania ha avuto inizio nel 1971 ed ancora non si è realizzata neanche la metà dell’intera opera.

Il doppio binario esiste da Messina a Giampilieri dove si riprende a binario unico fino a Fiumefreddo e poi di nuovo in doppio fino a Ognina dove c’è un altro “collo di bottiglia”  fino a Catania Centrale.

Se si pensa che nel centro-nord già esistono quadruplicamenti ferroviari realizzati in tempi molto più brevi, c’è da ritenere che sono davvero tanti quelli che avendo ricoperto incarichi istituzionali e politici nella nostra regione dovrebbero quanto meno arrossire dalla vergogna.

Quanto tempo pensate che si sarebbe impiegato qui in Sicilia per realizzare un’infrastruttura viaria come il “Passante” di Mestre, inaugurato la settimana scorsa, un’opera stradale di 32 chilometri e mezzo, che tocca quattordici comuni, e che ha avuto inizio l’undici dicembre del 2004?

Tornando alla nostra triste vicenda ferroviaria, proprio ad Ognina si sta realizzando il doppio binario in galleria e lì sono impegnati i nostri edili che lavorano alle dipendenze della “Consortile Ognina”, composta dalla Gariboni S.p.A. e dalla Demoter S.p.A. che si è aggiudicata con il metodo del massimo ribasso l’appalto di milioni di euro dalla Committenza Italferr S.p.A. e ne dirige i lavori.