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Congresso Provinciale Febbraio 2009

  

Care amiche e cari amici, gentili ospiti,

 

 Vi porgo un caloroso benvenuto all’ottavo Congresso Provinciale della Filca-Cisl di Catania.

            Sono trascorsi soltanto un paio di mesi dal nostro ultimo importante appuntamento dello scorso anno che tradizionalmente è il Consiglio Generale convocato a ridosso delle festività natalizie.

            In quella occasione abbiamo lanciato la fase congressuale sviluppando una discussione anticipatoria su alcuni temi contenuti nello slogan di questo Congresso che per noi rappresenta un vero e proprio programma politico.

 

            Ma prima di entrare nel merito delle nostre tematiche, ritengo doveroso che il Congresso della Categoria dei lavoratori delle costruzioni e affini, esposti come pochi a rischi per la salute e per la stessa incolumità fisica in ragione della tipologia delle loro attività, ricordi i numerosi colleghi caduti sul lavoro, spesso vittime inermi della criminalità per un lavoro sempre più spogliato di dignità e rispetto.

            Li vogliamo ricordare nella consapevolezza che il loro sacrificio non sarà stato invano.

Ed assieme a loro, vogliamo ricordare anche Pino Virgilio che ci ha lasciato lo scorso anno, indimenticabile amico ed autorevolissimo Segretario Generale Aggiunto della Filca nazionale, che con e per gli edili, ha lavorato instancabilmente.

Il Durc, la congruità, la borsa lavoro, la formazione professionale, la valorizzazione della bilateralità e tanto altro ancora, sono risultati importanti frutto anche della sua capacità di elaborazione e di iniziativa.

Ecco, vogliamo ricordare proprio in questa occasione congressuale che sarebbe stata anche la loro, i nostri colleghi vittime di infortuni sul lavoro e Pino con la fede di chi spera che ancora oggi siano insieme, uniti così come sono stati per una vita intera.

Lavoro, diritti e sicurezza: aperto il cantiere per un nuovo sviluppo territoriale.

E’ questo lo slogan del nostro 8° Congresso, un messaggio chiaro e forte alla città ed alla provincia di Catania, alle loro Istituzioni, alle forze politiche, alle Imprese che vi operano, per aprire una discussione vera su questi temi dei quali spesso si parla per spot, per annunci quando invece dovrebbero essere materia di confronto sistematico e di ricerca continua di soluzioni.

Gli edili non intendono dare lezioni a nessuno, anzi, sono continuamente impegnati ad apprendere da chi può contribuire ad arricchirne il loro patrimonio di esperienza e conoscenza, ma essi si interrogano e chiedono con riverente e legittima curiosità alle Autorità ed ai politici: “ma se al lavoro che non c’è, ai diritti che vengono calpestati ed alla sicurezza sul lavoro di cui c’è sempre più bisogno non danno risposte concrete, a quale fine pensano di rivestire i loro ruoli?”.

Si badi bene, la domanda non si pone perché ispirata da chissà quale vena polemica o demagogica, ma per sapere davvero a chi la gente che lavora, che paga le tasse e per farlo ricorre a sacrifici pesantissimi, che fatica ad arrivare alla fine del mese, che esce da casa per lavorare e non sa se sarà in grado di ritornarvi nel pieno della propria incolumità fisica, che esercita il proprio diritto al voto come i tanti edili qui presenti, deve rivolgersi per avere risposte certe ai propri bisogni.

Nel nostro Paese e, purtroppo, ancor di più nella nostra terra, spesso si dimentica che alla base della relazione tra cittadino e amministrazione ci sia la necessità di rispondere in modo appropriato ai bisogni ed ai problemi.

 Se tale necessità è avvertita giustamente come un diritto da parte del cittadino, deve essere parimenti sentita come un dovere imprescindibile da parte dell’amministrazione della quale, nessuno dimentichi, il cittadino è fondatore e principale azionista, nonché colui che gli attribuisce legittimazione.