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Articolo - dal quotidiano La Sicilia del 3 Luglio 2011

 

«IDEE PER IL FUTURO»: interventi
«Basta spot, operare nel silenzio»
Ipotizzare la Catania del futuro è certamente opera meritoria, oltre che coraggiosa, considerate le condizioni di partenza; riteniamo pertanto che possa tornare utile un’attenta analisi della città presente e delle sue attuali opportunità.

Un paio di mesi fa abbiamo partecipato come forze sociali, assieme all’Ance, ai rappresentanti di Confindustria e Confapi, degli ingegneri, a una riunione convocata dal sindaco, che ci informava del dissequestro giudiziario del cantiere per il parcheggio sotterraneo di piazza Europa, dell’imminente avvio dei lavori degli altri parcheggi interrati e del completamento del piano di quelli scambiatori.

In quell’occasione abbiamo rivendicato l’esigenza di un’immediata ripartenza di tutti i “cantieri possibili” per tentare di uscire dalla gravissima crisi economica che sta soffocando la città e il suo hinterland.

Catania non ha certo bisogno di nuove e inutili cementificazioni, ma di un Piano regolatore generale che ancora non c’è, dopo decenni di chiacchiere e di costosissime consulenze, e che possa dotare la città di un assetto urbanistico improntato a migliorare la qualità della vita dei suoi residenti.

Occorre proseguire l’opera di recupero del centro storico, mettere in sicurezza le scuole della città e della provincia, individuare aree libere e allestirle per la loro fruizione da parte dei cittadini di oggi e di domani, ripristinare urgentemente il manto stradale delle vie cittadine fonte di innumerevoli incidenti, riqualificare le rete viaria secondaria della provincia, restituire ai parcheggi già realizzati e da realizzare le funzioni per le quali erano stati ideati: la fluidificazione del traffico nei centri storici e lo scambio tra mezzo privato e sistemi di trasporto collettivo e pubblico su ferro e/o gomma.

I cosiddetti parcheggi scambiatori sono rimasti inutilizzati, quando non sono diventati, ahinoi, luoghi di degrado, perché realizzati nella dolosa assenza di una politica dei trasporti di tipo metropolitano capace di promuovere un sistema dei trasporti, integrato e intermodale, in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini che si riappropriano della libertà loro negata dalla congestione del traffico e scelgono sulla base della loro convenienza tra le diverse modalità di trasporto.

Ecco, è questa la città che vorremmo vedere al più presto in modo da garantire a Catania, tra vent’anni, il futuro auspicato dal prof. Caserta: un luogo di incontro delle diversità «per generare economia, politica, cultura, società». Questo dibattito, unitamente ai problemi di tantissimi catanesi che vivono l’angoscia dell’incertezza economica, dell’insufficienza del salario e della precarietà del lavoro, interpella le coscienze di tutti e chiama in causa soprattutto chi ricopre incarichi di governo nella nostra realtà territoriale.

Si passi, per una volta, dalla pratica degli spot, che non si traducono quasi mai in fatti concreti, a quella di un operoso silenzio che ascolta i cittadini, prende nota dei loro bisogni e delle loro aspirazioni e lavora per soddisfarle.

Si uniscano le forze e si costruisca una città nuova guardando agli interessi di tutti i suoi abitanti e non solo di pochi.

FILCA CISL CATANIA