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Articolo - dal quotidiano LA SICILIA del 17 Maggio 2010

 

 amianto-killer-biancavilla

Domani, martedì 18 maggio il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche ha convocato la Conferenza dei Servizi ai sensi dell’art. 14 della Legge n. 241/90, avente per oggetto: «Procedimento per gli interventi di bonifica d’interesse nazionale relativo al sito di ’Biancavilla’».
La Filca di Catania sarà presente con una delegazione capitanata dal suo Segretario Generale Gavino Pisanu: «Si tratta di un’occasione da non mancare in cui si discuterà del territorio di Biancavilla, un importante comune della nostra provincia ormai da anni sotto stretta osservazione epidemiologica da parte della Comunità scientifica, a causa della presenza nelle sue rocce laviche di fluoroedenite, un minerale fibroso alle cui polveri sottili viene attribuita la diffusione tra la popolazione del tumore denominato mesotelioma pleurico che è stata causa di circa quaranta decessi negli ultimi venti anni».

In quel territorio la Ferrovia Circumetnea catanese sta ammodernando la tratta ferroviaria che interessa l’area sub-urbana Paternò-Adrano e che attraversa, quindi, il territorio di Biancavilla dove la FCE Scarl sta scavando con le proprie maestranze una galleria. Pisanu prosegue: «Alla Conferenza dei Servizi sosterremo tutte le iniziative per la messa in sicurezza di quell’area in cui la popolazione ha il diritto di vivere in serenità senza correre alcun ’rischio amianto’ e, al tempo stesso, segnaleremo il ’caso’ di circa novanta lavoratori, attualmente dipendenti della FCE scarl, lì impegnati da quando è stato avviato il cantiere nel 1992 e, pertanto, ben prima che venisse scoperto il ’fenomeno’ fluoroedenite nel 1997».

Tali lavoratori scavano da anni sotto il centro abitato del Comune biancavillese ’abitato’ da un nemico invisibile che ad ogni movimento terra può sprigionare una "polvere killer" verosimilmente dannosa alla loro salute. Solo dal 1997 essi operano in galleria indossando adeguati dispositivi di protezione individuale. Nessuno li vede quando sono sotto terra ma non sono invisibili: si tratta di persone in carne ed ossa che lavorano per guadagnarsi da vivere e, nel caso in specie, anche per assicurare la mobilità a migliaia di cittadini siciliani velocizzandone i collegamenti. «Nell’occasione - aggiunge il Segretario - consegneremo un ’dossier’ al Ministero dell’Ambiente, che faremo pervenire anche a quello del Lavoro e della Previdenza Sociale, ed a tutti i soggetti presenti alla Conferenza.

Inoltre, chiederemo che per questi lavoratori edili venga previsto uno specifico riconoscimento quale potrebbe essere una disposizione previdenziale di vantaggio».